ciao..eccomi appena arrivato a casa dopo 9 ore di scuola..pero dai passate veloci..al pomeriggio abbiamo avuto la prima lezione di educazione fisica col nuovo prof..(longhini)..a prima impressiona sembra simpatico..anche perchè non ci ha fatto fare quasi niente =)=)..
Poi le ultime 2 ore abbiamo avto informatica dove il prof ci ha fatto vedere e spiegato il modo di aumentare una variabile, prima con i diagrammi di flusso e infine con pascal..inoltre ci ha detto che avremo un pc portatile tutto nostro a scuola..stupendo..
insomma giornata leggerina..
ora vi saluto..
ciao ciao a domani =)
ciao raga...in questo blog vi scriverò cio che faremo nelle ore di scuola soprattutto in quelle di informatica...spero che venga bene e che vi piaccia...
AtTeNzIoNe tI VeDo!!!

Sign by Danasoft - Myspace Layouts and Signs
venerdì, settembre 26, 2008
giovedì, settembre 25, 2008
giovedi
ciao..oggi seconda ora con la nuova prof di inglese...all'apparenza sembra simpatica e brava..ma l'apparenza inganna..speriamo abbia ragione..
poi economia politica dove abbiamo studiato il passato della "m oneta" dall'inizio della sua introduzione fino alla banconota..molto interessante..poi 2 orette di matematica..e alla fine come ciliegina sulla torta una bella ora di ragioneria passata a studiare ancora partita doppia..difficilissima da capire..ma ci dobbiamo riuscire purtroppo..
domani giornata intera con un pomeriggio di 4 ore..aiuto!!!
a domani..
ciaociao
poi economia politica dove abbiamo studiato il passato della "m oneta" dall'inizio della sua introduzione fino alla banconota..molto interessante..poi 2 orette di matematica..e alla fine come ciliegina sulla torta una bella ora di ragioneria passata a studiare ancora partita doppia..difficilissima da capire..ma ci dobbiamo riuscire purtroppo..
domani giornata intera con un pomeriggio di 4 ore..aiuto!!!
a domani..
ciaociao
mercoledì, settembre 24, 2008
mercoledi
ciao...Oggi a scuola diritto, 2 ore di supplenza dova mancava il professor Pellegrini di tecnica e nela supplenza abbiamo avuto 1 ora di La Salvia di diritto nel corso igea e un'ora da soli senza nessuno..poi matematica e storia...insomma giornata bella..=)
oggi vado a tagliare i capelli..peccato mi ci ero affezionato..=)..
a domani.
ciao ciao
oggi vado a tagliare i capelli..peccato mi ci ero affezionato..=)..
a domani.
ciao ciao
martedì, settembre 23, 2008
martedi
ciao raga..sono appena tornato a casa..oggi abbiamo avuto il primo pomeriggio dell'anno, solo 2 orette: italiano e inglese..
la mattina passata veloce se non per le ultime 2 ore che abbiamo avuto il test d'ingresso di ragioneria..aiuto spero sia andato bene..ma bo..vedremo poi..=)
in informatica abbiamo ancora fatto ripasso in particolare sui flow chart (diagrammi di flusso), poi ripassato il case of e il for gia trattato nella scorsa lezione..
ADT= astract date type
ISO= international standard organization
ora vi lascio con un appunto qui sotto...a domani =))
ciaoo!!
Operazioni sui puntatori
L'operazione fondamentale che si può eseguire su un valore di tipo puntatore viene detta dereferenziazione (dereferencing) oppure operazione di risoluzione del riferimento; è rappresentata da un operatore unario che, applicato a un puntatore, produce come risultato l'oggetto puntato.
Un'altra operazione piuttosto comune relativa ai puntatori (non fornita da tutti i linguaggi) consente di ottenere un puntatore a una data variabile, ovvero calcolarne l'indirizzo; l'operatore corrispondente (anch'esso unario) viene spesso detto "operatore indirizzo-di". In C e in C++ questo operatore è rappresentato dal simbolo "&":pn = &n;
assegna al puntatore pn l'indirizzo della variabile n. Finché pn manterrà tale valore, qualsiasi uso del puntatore derefenziato, come*pn = 4;
avrà effetto sulla variabile n puntata da pn.
Alcuni linguaggi (in particolare della famiglia del C) forniscono un insieme supplementare di operazioni sui valori di tipo puntatore, pensati soprattutto per la navigazione all'interno di array; essi vanno sotto il nome di aritmetica dei puntatori.
I puntatori possono essere usati anche per chiamare funzioni, in tal caso si parla di puntatori a funzione.
allora è possibile creare un puntatore a funzione in questa maniera:int (*pfunz)(double);
A questo punto, si può decidere di far puntare il puntatore pfunz o alla prima funzione f1, o alla seconda funzione f2:
Per invocare la funzione, basta dereferenziare il puntatore:int ris = pfunz(4.2);
Tutto questo meccanismo è valido solo se le funzioni hanno lo stesso tipo di ritorno e lo stesso numero di parametri dello stesso tipo.
Applicazioni
L'uso di puntatori è spesso necessario per costruire strutture dati dinamiche (dalla forma non prevedibile a priori e/o variabile nel tempo) come grafi, alberi, liste e così via.
Un'altra applicazione classica dei puntatori consiste nel simulare il passaggio di parametri per riferimento in quei linguaggi che dispongono solo di passaggio di parametri per valore.
la mattina passata veloce se non per le ultime 2 ore che abbiamo avuto il test d'ingresso di ragioneria..aiuto spero sia andato bene..ma bo..vedremo poi..=)
in informatica abbiamo ancora fatto ripasso in particolare sui flow chart (diagrammi di flusso), poi ripassato il case of e il for gia trattato nella scorsa lezione..
ADT= astract date type
ISO= international standard organization
ora vi lascio con un appunto qui sotto...a domani =))
ciaoo!!
PUNTATORE
In programmazione, i puntatori sono valori di tipi speciali che rappresentano indirizzi di memoria di elementi del linguaggio di un determinato tipo come variabili, oggetti e altre strutture dati o, in alcuni casi, sottoprogrammi. In generale, i puntatori sono un meccanismo che consente l'indirizzamento indiretto nei linguaggi di programmazione ad alto livello; fra le applicazioni specifiche vi sono la creazione di strutture dati dinamiche e la simulazione del passaggio di parametri per riferimento nei linguaggi che consentono solo il passaggio di parametri per valore.
Un concetto strettamente legato ai puntatori è quello di riferimento o reference.
Un concetto strettamente legato ai puntatori è quello di riferimento o reference.
Tipi di puntatore
Nei linguaggi tipizzati, ogni puntatore ha un tipo ben definito, derivato dal tipo dell'oggetto puntato. Così, l'indirizzo di memoria di una variabile di tipo "numero intero" si dirà essere di tipo "puntatore a numero intero", e questo sarà considerato dal linguaggio come un tipo distinto da "puntatore a carattere" o altri tipi puntatore. Il tipo dell'oggetto puntato viene spesso detto tipo base del puntatore (con terminologia analoga a quella usata per gli array). I tipi puntatori possono essere impiegati anche nella dichiarazione di variabili (o in altri contesti analoghi).
Nei linguaggi tipizzati, ogni puntatore ha un tipo ben definito, derivato dal tipo dell'oggetto puntato. Così, l'indirizzo di memoria di una variabile di tipo "numero intero" si dirà essere di tipo "puntatore a numero intero", e questo sarà considerato dal linguaggio come un tipo distinto da "puntatore a carattere" o altri tipi puntatore. Il tipo dell'oggetto puntato viene spesso detto tipo base del puntatore (con terminologia analoga a quella usata per gli array). I tipi puntatori possono essere impiegati anche nella dichiarazione di variabili (o in altri contesti analoghi).
Operazioni sui puntatori
L'operazione fondamentale che si può eseguire su un valore di tipo puntatore viene detta dereferenziazione (dereferencing) oppure operazione di risoluzione del riferimento; è rappresentata da un operatore unario che, applicato a un puntatore, produce come risultato l'oggetto puntato.
Un'altra operazione piuttosto comune relativa ai puntatori (non fornita da tutti i linguaggi) consente di ottenere un puntatore a una data variabile, ovvero calcolarne l'indirizzo; l'operatore corrispondente (anch'esso unario) viene spesso detto "operatore indirizzo-di". In C e in C++ questo operatore è rappresentato dal simbolo "&":pn = &n;
assegna al puntatore pn l'indirizzo della variabile n. Finché pn manterrà tale valore, qualsiasi uso del puntatore derefenziato, come*pn = 4;
avrà effetto sulla variabile n puntata da pn.
Alcuni linguaggi (in particolare della famiglia del C) forniscono un insieme supplementare di operazioni sui valori di tipo puntatore, pensati soprattutto per la navigazione all'interno di array; essi vanno sotto il nome di aritmetica dei puntatori.
I puntatori possono essere usati anche per chiamare funzioni, in tal caso si parla di puntatori a funzione.
Supponiamo di avere 2 funzioni:
int f1(double);
int f2(double);
int f2(double);
allora è possibile creare un puntatore a funzione in questa maniera:int (*pfunz)(double);
A questo punto, si può decidere di far puntare il puntatore pfunz o alla prima funzione f1, o alla seconda funzione f2:
if (condizione)
pfunz = f1;
else
pfunz = f2;
pfunz = f1;
else
pfunz = f2;
Per invocare la funzione, basta dereferenziare il puntatore:int ris = pfunz(4.2);
Tutto questo meccanismo è valido solo se le funzioni hanno lo stesso tipo di ritorno e lo stesso numero di parametri dello stesso tipo.
Applicazioni
L'uso di puntatori è spesso necessario per costruire strutture dati dinamiche (dalla forma non prevedibile a priori e/o variabile nel tempo) come grafi, alberi, liste e così via.
Un'altra applicazione classica dei puntatori consiste nel simulare il passaggio di parametri per riferimento in quei linguaggi che dispongono solo di passaggio di parametri per valore.
lunedì, settembre 22, 2008
ARRAY
Un array[1] o vettore è una struttura dati complessa usata in molti linguaggi di programmazione e chiaramente ispirata alla nozione matematica di vettore. Più precisamente, l'array è in genere classificato come un costruttore di tipo: in altre parole, esso consente di definire nuovi tipi di dati a partire da (come aggregati di valori di) tipi preesistenti.
Si può immaginare un array come una sorta di casellario, le cui caselle sono dette celle dell'array stesso. Ciascuna delle celle si comporta come una variabile tradizionale; tutte le celle sono variabili di uno stesso tipo preesistente, detto tipo base dell'array. Si parlerà perciò di tipi come "array di interi", "array di stringhe", "array di caratteri" e così via. In alcuni linguaggi, la dimensione dell'array (ovvero il numero celle di cui esso è composto) viene considerato parte della definizione del tipo array; in tal caso, si parlerà più precisamente di tipi come "array di 100 caratteri" o "array di 10 interi".
Ciascuna delle celle dell'array è identificata da un valore di indice. L'indice è generalmente numerico e i valori che gli indici possono assumere sono numeri interi contigui che partono da 0 o da 1. Si potrà quindi parlare della cella di indice 0, di indice 1, e, in generale, di indice N, dove N è un intero compreso fra 0 (o 1) e il valore massimo per gli indici dell'array.
Ecco un esempio, che si serve della sintassi C (simile, comunque, a quella di molti altri linguaggi) per definire e valorizzare un array:
int vettore[10]; // definisce "vettore" come array di 10 elementi interi
vettore[0] = 0; // assegna il valore "0" alla cella di indice 0
vettore[1] = 1;
vettore[2] = 1;
vettore[3] = 2;
vettore[4] = 3;
(Il vettore sopra indicato contiene i primi cinque numeri di Fibonacci).
Alcuni linguaggi ammettono indici di tipo non numerico, per esempio stringhe. Si parla in questo caso di hash table, o di array associativo, perché ogni valore stringa utilizzato come indice viene associato a un valore dell'array. Vediamo un esempio in linguaggio PHP:$persona["nome"] = "Mario";
$persona["cognome"] = "Rossi";
$persona["eta"] = 32;
Come si vede, l'esempio è molto simile al precedente; l'unica differenza rilevante (se si esclude una piccola differenza puramente sintattica tra i linguaggi) è che l'indice dell'array è di tipo stringa. Inoltre, il lettore esperto potrà osservare che in PHP non esiste il vincolo di un "tipo base" fissato per tutte le celle dell'array: alle prima due è stata assegnata una stringa, alla terza un numero intero.
È infine da segnalare che un array (sia esso associativo o meno) può avere più di una dimensione. Nel caso un array abbia più dimensioni (specialmente nel caso bidimensionale), esso viene spesso definito "matrice". La differenza è che una matrice ha due (o più) indici (ogni indice è una dimensione) e ogni elemento è identificato dalla combinazione di valori di tutti gli indici del vettore.
Ecco un esempio:
$persona[0]["nome"] = "Mario";
$persona[0]["cognome"] = "Rossi";
$persona[1]["nome"] = "Giorgio";
$persona[1]["cognome"] = "Bianchi";
In questo caso ogni valore corrisponde a una caratteristica di una certa persona. Il primo indice, in questo caso numerico, identifica una persona. Il secondo indice, in questo caso una stringa, indica la caratteristica in questione. Di conseguenza per accedere a un elemento non è sufficiente il primo indice, perché non indica quale caratteristica ci serve; ma nemmeno il secondo, perché non indica a quale persona ci stiamo riferendo. È dunque la combinazione di entrambi gli indici a identificare un valore.
Un array a due dimensioni è visualizzabile come una tabella, in cui la prima colonna contiene i valori di un indice, la prima riga i valori di un altro indice e le singole celle i vari elementi. Per gli stessi principi, se ha tre dimensioni è visualizzabile come un cubo. Una matrice potrebbe contenere anche più di tre indici, ma ciò avviene solo in casi molto particolari, per esempio in applicazioni scientifiche o di datawarehousing
Array e strutture di controllo
La maggior parte dei programmi che utilizzano array si servono della struttura di controllo "cicli for" per attraversare gli array, ovvero per accedere sequenzialmente alle celle. Il ciclo for si presta molto naturalmente all'uso combinato dell'array proprio perché consente di specificare un tipo particolare di iterazione di un certo insieme di istruzioni, controllato da un indice che assume un insieme di valori solitamente interi e contigui. Per esempio, il codice Java per stampare i contenuti di un array di 100 interi potrebbe essere come segue:
for(int i=0; i<100; i=i+1) // per i crescente con passo 1 da 0 a 99
System.out.println(vettore[i]); // stampa la i-esima cella
da wikipedia.org
Si può immaginare un array come una sorta di casellario, le cui caselle sono dette celle dell'array stesso. Ciascuna delle celle si comporta come una variabile tradizionale; tutte le celle sono variabili di uno stesso tipo preesistente, detto tipo base dell'array. Si parlerà perciò di tipi come "array di interi", "array di stringhe", "array di caratteri" e così via. In alcuni linguaggi, la dimensione dell'array (ovvero il numero celle di cui esso è composto) viene considerato parte della definizione del tipo array; in tal caso, si parlerà più precisamente di tipi come "array di 100 caratteri" o "array di 10 interi".
Ciascuna delle celle dell'array è identificata da un valore di indice. L'indice è generalmente numerico e i valori che gli indici possono assumere sono numeri interi contigui che partono da 0 o da 1. Si potrà quindi parlare della cella di indice 0, di indice 1, e, in generale, di indice N, dove N è un intero compreso fra 0 (o 1) e il valore massimo per gli indici dell'array.
Ecco un esempio, che si serve della sintassi C (simile, comunque, a quella di molti altri linguaggi) per definire e valorizzare un array:
int vettore[10]; // definisce "vettore" come array di 10 elementi interi
vettore[0] = 0; // assegna il valore "0" alla cella di indice 0
vettore[1] = 1;
vettore[2] = 1;
vettore[3] = 2;
vettore[4] = 3;
(Il vettore sopra indicato contiene i primi cinque numeri di Fibonacci).
Alcuni linguaggi ammettono indici di tipo non numerico, per esempio stringhe. Si parla in questo caso di hash table, o di array associativo, perché ogni valore stringa utilizzato come indice viene associato a un valore dell'array. Vediamo un esempio in linguaggio PHP:$persona["nome"] = "Mario";
$persona["cognome"] = "Rossi";
$persona["eta"] = 32;
Come si vede, l'esempio è molto simile al precedente; l'unica differenza rilevante (se si esclude una piccola differenza puramente sintattica tra i linguaggi) è che l'indice dell'array è di tipo stringa. Inoltre, il lettore esperto potrà osservare che in PHP non esiste il vincolo di un "tipo base" fissato per tutte le celle dell'array: alle prima due è stata assegnata una stringa, alla terza un numero intero.
È infine da segnalare che un array (sia esso associativo o meno) può avere più di una dimensione. Nel caso un array abbia più dimensioni (specialmente nel caso bidimensionale), esso viene spesso definito "matrice". La differenza è che una matrice ha due (o più) indici (ogni indice è una dimensione) e ogni elemento è identificato dalla combinazione di valori di tutti gli indici del vettore.
Ecco un esempio:
$persona[0]["nome"] = "Mario";
$persona[0]["cognome"] = "Rossi";
$persona[1]["nome"] = "Giorgio";
$persona[1]["cognome"] = "Bianchi";
In questo caso ogni valore corrisponde a una caratteristica di una certa persona. Il primo indice, in questo caso numerico, identifica una persona. Il secondo indice, in questo caso una stringa, indica la caratteristica in questione. Di conseguenza per accedere a un elemento non è sufficiente il primo indice, perché non indica quale caratteristica ci serve; ma nemmeno il secondo, perché non indica a quale persona ci stiamo riferendo. È dunque la combinazione di entrambi gli indici a identificare un valore.
Un array a due dimensioni è visualizzabile come una tabella, in cui la prima colonna contiene i valori di un indice, la prima riga i valori di un altro indice e le singole celle i vari elementi. Per gli stessi principi, se ha tre dimensioni è visualizzabile come un cubo. Una matrice potrebbe contenere anche più di tre indici, ma ciò avviene solo in casi molto particolari, per esempio in applicazioni scientifiche o di datawarehousing
Array e strutture di controllo
La maggior parte dei programmi che utilizzano array si servono della struttura di controllo "cicli for" per attraversare gli array, ovvero per accedere sequenzialmente alle celle. Il ciclo for si presta molto naturalmente all'uso combinato dell'array proprio perché consente di specificare un tipo particolare di iterazione di un certo insieme di istruzioni, controllato da un indice che assume un insieme di valori solitamente interi e contigui. Per esempio, il codice Java per stampare i contenuti di un array di 100 interi potrebbe essere come segue:
for(int i=0; i<100; i=i+1) // per i crescente con passo 1 da 0 a 99
System.out.println(vettore[i]); // stampa la i-esima cella
da wikipedia.org
lunedi 22 settembre
eccoci qui al primo giorno d'autunno..un po troppo freddo pero =)..
oggi a scuola finalmente siamo andati in laboratori a testare i nuovi computer..bellissimi..e devo dire molto piu veloci di quelli di prima..col prof casiraghi abbiamo fatto un ripasso delle cose di terza..ci voleva proprio per rinfrescarsi un po la memoria..nelle altre materie tutto normale ripasso o inzio del programma di quarta..=)
ora vi lascio con una parola detta tante volte in queste ultime lezioni di informatica..=)
ciao a tutti...
oggi a scuola finalmente siamo andati in laboratori a testare i nuovi computer..bellissimi..e devo dire molto piu veloci di quelli di prima..col prof casiraghi abbiamo fatto un ripasso delle cose di terza..ci voleva proprio per rinfrescarsi un po la memoria..nelle altre materie tutto normale ripasso o inzio del programma di quarta..=)
ora vi lascio con una parola detta tante volte in queste ultime lezioni di informatica..=)
ciao a tutti...
equinozio d'autunno
equinozio d'autunno
La parola "equinozio" deriva dal latino e significa "notte uguale". Gli equinozi di marzo e settembre sono i due giorni di ogni anno in cui il dì e la notte hanno la stessa durata. Per definire esattamente la lunghezza del giorno, l'alba comincia quando il sole ha superato di metà l'orizzonte e il tramonto finisce quando il sole è di metà sotto l'orizzonte. Usando questa definizione, la lunghezza del dì è esattamente 12 ore. Agli equinozi, il sole sorge all'esatto est e tramonta all'esatto ovest.
Nell'emisfero settentrionale, l'equinozio di marzo (che cade il 20 o 21 Marzo) è l'equinozio di primavera, e l'equinozio di settembre (che cade il 22 settembre) è l'equinozio d'autunno; nell'emisfero meridionale, questi termini sono invertiti.
Gli equinozi possono essere considerati anche come punti nel cielo. Anche se la luce diurna nasconde le altre stelle, rendendo difficile vedere la posizione del sole rispetto agli altri corpi celesti, il Sole ha una posizione definita relativa alle altre stelle. Mentre la Terra gira attorno al sole, l'apparente posizione del Sole si sposta di un intero cerchio nel periodo di un anno. Questo cerchio è chiamato eclittica, ed è anche il piano dell'orbita della Terra proiettato sulla sfera celeste. Gli altri pianeti visibili ad occhio nudo come Venere, Marte e Saturno, sembrano muoversi lungo l'eclittica poiché le loro orbite sono su un piano simile a quello della Terra.
L'altro cerchio nel cielo è l'equatore celeste, o la proiezione dell'equatore terrestre sulla sfera celeste. Poiché l'asse di rotazione della Terra è inclinato rispetto al piano dell'orbita, l'equatore celeste è inclinato rispetto all'eclittica. Due volte l'anno, il sole incrocia il piano dell'equatore terrestre. Questi due punti sono gli equinozi.
Il punto dell'equinozio di primavera del nostro emisfero è anche chiamato punto vernale (g), punto dell'Ariete o punto gamma (γ). Mentre quello dell'equinozio d'autunno è anche chiamato punto della Bilancia (ω). A causa della precessione degli equinozi questi punti non si trovano più nella costellazione da cui prendono il nome.
L'istante nel quale il Sole passa attraverso ogni punto di equinozio può essere calcolato accuratamente, così l'equinozio è un particolare istante, piuttosto che un giorno intero.
Equinozio d'autunno
All'equatore il Sole sorge in circolo verticale dall'orizzonte est fino allo zenit, e poi tramonta in circolo verticale dallo zenit all'orizzonte ovest.
Al Tropico del Cancro il Sole passa a sud, dove giunge alla sua massima altitudine per quel giorno che è 66°33'
Al Tropico del Capricorno il Sole passa a nord, dove giunge alla sua altitudine massima per quel giorno che è 66°33'
Al polo nord il Sole passa da un dì lungo 6 mesi ad una notte lunga 6 mesi.
Al polo sud il Sole passa da una notte lunga 6 mesi ad un dì lungo 6 mesi.
domenica, settembre 21, 2008
domenica
ciao a tutti..oggi giornata bella ma molto fredda..ormai si sta avvicinando l'inverno..:(:(..
cmq oggi c'è stata la fiera a sondrio..pieno di gente..quindi un bel giretto tanto per vedere un po cosa cera o se da comprare qualcosa e poi a casa( al caldo) :)..
domani rincomincia una nuova settimana di scuola con l'orario nuovo..uff 2 pomeriggi uno da 2 ore e uno da 4..va bè dai almeno nn sono pesanti come materie..
ora vi lascio ci sentiamo domani..
ciao ciao...
cmq oggi c'è stata la fiera a sondrio..pieno di gente..quindi un bel giretto tanto per vedere un po cosa cera o se da comprare qualcosa e poi a casa( al caldo) :)..
domani rincomincia una nuova settimana di scuola con l'orario nuovo..uff 2 pomeriggi uno da 2 ore e uno da 4..va bè dai almeno nn sono pesanti come materie..
ora vi lascio ci sentiamo domani..
ciao ciao...
basic
BASIC
In informatica il BASIC (un acronimo per Beginner's All purpose Symbolic Instruction Code cioè "Codice di istruzioni simboliche di uso generale per principianti") è un linguaggio di programmazione ad alto livello sviluppato a partire dal 1963 nell'Università di Dartmouth (Dartmouth College) per il calcolatore GE-225. Ne furono coinventori i professori John George Kemeny e Thomas Eugene Kurtz. Il primo programma in BASIC "girò" il 1º maggio 1964, alle ore 4:00.
Il BASIC (almeno nelle versioni di Kemeny e Kurtz, che costituiscono il cosiddetto Dartmouth BASIC) fu progettato per essere un linguaggio semplice da imparare. Per questo si differenziò dalla maggior parte dei linguaggi suoi coetanei enfatizzando la semplicità d'uso piuttosto che la potenza espressiva. Nacque infatti, come dice il suo nome, per poter essere usato anche da principianti (il 75% degli studenti dell'Università di Dartmouth era iscritto a facoltà umanistiche). Le istruzioni erano poche e non complesse. Il BASIC offriva inoltre (non per scelta degli autori, ma solo perché era figlio del suo tempo) pochi costrutti strutturati, quindi orientati alla creazione di programmi chiari e comprensibili. Fu pensato inoltre come un linguaggio algoritmico, adatto cioè a programmare algoritmi.
Il BASIC fu anche progettato per essere un linguaggio facilmente trasportabile su calcolatori diversi dal GE-225 su cui giravano le prime versioni. Concepito e realizzato originariamente come compilatore, molte delle sue versioni più note fanno tuttavia uso di interpreti.
Una delle più famose versioni è il Microsoft BASIC, sviluppato da Bill Gates e Monte Davidoff per l'Altair 8800, poi evolutasi nel GW-BASIC per il primo MS-DOS. Negli anni dei primi microcomputers, tra cui il famoso Commodore 64, il linguaggio BASIC faceva parte del firmware della macchina.
Con gli anni il BASIC ha subito notevoli evoluzioni e cambiamenti, diventando un linguaggio strutturato con potenzialità molto simili a quelle di altri linguaggi evoluti per professionisti. Le numerose versioni attuali del BASIC affiancano ai concetti originari nuovi concetti, quali la gestione degli oggetti, la ricorsività, la strutturazione, ecc. (v. ad esempio Visual Basic o REALbasic).
Il BASIC (almeno nelle versioni di Kemeny e Kurtz, che costituiscono il cosiddetto Dartmouth BASIC) fu progettato per essere un linguaggio semplice da imparare. Per questo si differenziò dalla maggior parte dei linguaggi suoi coetanei enfatizzando la semplicità d'uso piuttosto che la potenza espressiva. Nacque infatti, come dice il suo nome, per poter essere usato anche da principianti (il 75% degli studenti dell'Università di Dartmouth era iscritto a facoltà umanistiche). Le istruzioni erano poche e non complesse. Il BASIC offriva inoltre (non per scelta degli autori, ma solo perché era figlio del suo tempo) pochi costrutti strutturati, quindi orientati alla creazione di programmi chiari e comprensibili. Fu pensato inoltre come un linguaggio algoritmico, adatto cioè a programmare algoritmi.
Il BASIC fu anche progettato per essere un linguaggio facilmente trasportabile su calcolatori diversi dal GE-225 su cui giravano le prime versioni. Concepito e realizzato originariamente come compilatore, molte delle sue versioni più note fanno tuttavia uso di interpreti.
Una delle più famose versioni è il Microsoft BASIC, sviluppato da Bill Gates e Monte Davidoff per l'Altair 8800, poi evolutasi nel GW-BASIC per il primo MS-DOS. Negli anni dei primi microcomputers, tra cui il famoso Commodore 64, il linguaggio BASIC faceva parte del firmware della macchina.
Con gli anni il BASIC ha subito notevoli evoluzioni e cambiamenti, diventando un linguaggio strutturato con potenzialità molto simili a quelle di altri linguaggi evoluti per professionisti. Le numerose versioni attuali del BASIC affiancano ai concetti originari nuovi concetti, quali la gestione degli oggetti, la ricorsività, la strutturazione, ecc. (v. ad esempio Visual Basic o REALbasic).
Programmi usati
In ambiente Microsoft Windows per programmare in linguaggio Basic è molto usato REALBasic che cerca di rispecchiare il più possibile la controparte di Microsoft. In ambiente GNU/Linux è senza ombra di dubbio il software OpenSource Gambas il migliore per programmare in Basic. Con esso è possibile creare dai più piccoli programmi ai programmi più complessi. Permette inoltre di sviluppare l'interfaccia di un programma sia utilizzando le GTK, quindi programmi integrati perfettamente nel desktop manager Gnome sia utilizzando le Qt perfette per l'integrazione in KDE. Il programma è distribuito sotto licenza GNU ed è completamente gratuito.
In ambiente Microsoft Windows per programmare in linguaggio Basic è molto usato REALBasic che cerca di rispecchiare il più possibile la controparte di Microsoft. In ambiente GNU/Linux è senza ombra di dubbio il software OpenSource Gambas il migliore per programmare in Basic. Con esso è possibile creare dai più piccoli programmi ai programmi più complessi. Permette inoltre di sviluppare l'interfaccia di un programma sia utilizzando le GTK, quindi programmi integrati perfettamente nel desktop manager Gnome sia utilizzando le Qt perfette per l'integrazione in KDE. Il programma è distribuito sotto licenza GNU ed è completamente gratuito.
venerdì, settembre 19, 2008
venerdi
mah ciao...oggi giornata abbastanza leggera..prima ora informatica, seconda ora storia, le terza matematica e la 4 ragioneria..=)
in informatica abbiamo corretto insieme il programma in pascal sulla maestra cattiva e quello sulla susy..eccoveli:
MAESTRA CATTIVA:
program mestra;
const inizio=3000; fine=6000; passo=3;
const inizio=3000; fine=6000; passo=3;
var n,k:integer;
begin
n:=(fine-inizio) div passo;
for K:=0 to n
do write(inizio+k*passo:5);
end.
valentinotti mattia 19/09/2008
begin
n:=(fine-inizio) div passo;
for K:=0 to n
do write(inizio+k*passo:5);
end.
valentinotti mattia 19/09/2008
SUSY :
program Susi;
var G,S,Q,R:integer;
begin
G:=73;
S:=0;
repeat
Q:=G div 2;
inc(S,Q);
R:=G mod 2;
G:=Q+R;
until G=1;
writeln(S);
end.
var G,S,Q,R:integer;
begin
G:=73;
S:=0;
repeat
Q:=G div 2;
inc(S,Q);
R:=G mod 2;
G:=Q+R;
until G=1;
writeln(S);
end.
valentinotti mattia 19/9/2008
____________________________________________________________________
infine il prof ci ha citato un grandissimo matematico : Évariste Galois,eccovi un po della sua storia...ciao e a domani..
EVARISTE GALOIS

Évariste Galois (Bourg-la-Reine, 25 ottobre 1811 – Parigi, 31 maggio 1832) è stato un matematico francese.
Ragazzo prodigio, poco più che adolescente riuscì a determinare un metodo generale per scoprire se una equazione è risolvibile o meno con operazioni quali somma, sottrazione, moltiplicazione, divisione, elevazione di potenza ed estrazione di radice, risolvendo così un problema della matematica vecchio di millenni.
Il suo lavoro ha posto le basi per la teoria che porta il suo nome, la Teoria di Galois appunto, un'importante branca dell'algebra astratta. È stato anche il primo ad utilizzare il termine gruppo in matematica per definire un insieme di possibili permutazioni di elementi, ed ha definito i gruppi che portano il suo nome: i gruppi di Galois.
Galois era un fervente repubblicano, ed è famoso un suo brindisi al Re con in mano un coltello. Questo brindisi lo portò in prigione e solo grazie a degli amici che testimoniarono a suo favore riuscì ad essere scarcerato.
Morì per una ferita allo stomaco riportata in un duello, a soli vent'anni di età.
Ragazzo prodigio, poco più che adolescente riuscì a determinare un metodo generale per scoprire se una equazione è risolvibile o meno con operazioni quali somma, sottrazione, moltiplicazione, divisione, elevazione di potenza ed estrazione di radice, risolvendo così un problema della matematica vecchio di millenni.
Il suo lavoro ha posto le basi per la teoria che porta il suo nome, la Teoria di Galois appunto, un'importante branca dell'algebra astratta. È stato anche il primo ad utilizzare il termine gruppo in matematica per definire un insieme di possibili permutazioni di elementi, ed ha definito i gruppi che portano il suo nome: i gruppi di Galois.
Galois era un fervente repubblicano, ed è famoso un suo brindisi al Re con in mano un coltello. Questo brindisi lo portò in prigione e solo grazie a degli amici che testimoniarono a suo favore riuscì ad essere scarcerato.
Morì per una ferita allo stomaco riportata in un duello, a soli vent'anni di età.
Gli studi
Nel 1828 cercò di essere ammesso all'École polytechnique ma fallì l'esame d'ammissione. Ritentò l'anno successivo ma venne nuovamente bocciato, sempre all'esame d'ammissione.
Leggenda vuole che considerasse gli esercizi di matematica banali e non interessanti e che quindi si rifiutasse di risolverli; esasperato dall'esaminatore che gli voleva imporre di risolvere quegli esercizi, egli gli avrebbe scagliato contro il cancellino utilizzato per pulire la lavagna. È più probabile che il giovane studente si fosse semplicemente rifiutato di giustificare affermazioni e passaggi che a suo dire erano banali. Sicuramente — secondo gli storici — ad influenzare pesantemente il suo comportamento potrebbe essere stato il suicidio del padre.
La memoria di Galois sulla teoria delle equazioni fu proposta diverse volte per la pubblicazione, ma non venne mai pubblicata mentre lui era in vita.
Inizialmente il matematico fece pervenire la sua memoria a Cauchy. Questi la esaminò e gli disse di modificarla dato che coincideva in alcuni punti con un lavoro di Abel. Galois modificò la memorie e la inviò a Fourier verso l'inizio del 1830 per poter competere al Gran Premio indetto dall'Accademia. Sfortunatamente Fourier morì e della memoria si persero le tracce. Il premio fu assegnato ad Abel e a Jacobi. Nonostante la scomparsa dello scritto, Galois pubblicò quell'anno tre lavori dove gettò le basi della sua teoria.
Nel gennaio 1831, Galois inviò al matematico Poisson un breve riassunto dei suoi lavori chiedendogli di presentare il suo lavoro all'Accademia. Nello stesso anno, mentre era in carcere (era un rivoluzionario convinto), Galois ricevette la risposta di Poisson: questi rifiutava il lavoro, affermando che l'esposizione non era chiara ed era impossibile analizzarne con chiarezza la rigorosità, e lo invitava a lavorare per rendere il lavoro più rigoroso e comprensibile.
Si è molto discusso sull'importanza di quel lavoro e sul perché un matematico intelligente come Poisson non sia stato in grado di riconoscere il valore della memoria. Alcuni argomentano che Poisson riceveva moltissimi lavori da esaminare e probabilmente la difficoltà del manoscritto e la sua contorta esposizione lo hanno dissuaso da uno studio attento; bisogna tuttavia notare che altri matematici (come per esempio Cauchy), pur non comprendendo a pieno il lavoro di Galois, riconobbero in esso grandi potenzialità.
La morte
Nel 1828 cercò di essere ammesso all'École polytechnique ma fallì l'esame d'ammissione. Ritentò l'anno successivo ma venne nuovamente bocciato, sempre all'esame d'ammissione.
Leggenda vuole che considerasse gli esercizi di matematica banali e non interessanti e che quindi si rifiutasse di risolverli; esasperato dall'esaminatore che gli voleva imporre di risolvere quegli esercizi, egli gli avrebbe scagliato contro il cancellino utilizzato per pulire la lavagna. È più probabile che il giovane studente si fosse semplicemente rifiutato di giustificare affermazioni e passaggi che a suo dire erano banali. Sicuramente — secondo gli storici — ad influenzare pesantemente il suo comportamento potrebbe essere stato il suicidio del padre.
La memoria di Galois sulla teoria delle equazioni fu proposta diverse volte per la pubblicazione, ma non venne mai pubblicata mentre lui era in vita.
Inizialmente il matematico fece pervenire la sua memoria a Cauchy. Questi la esaminò e gli disse di modificarla dato che coincideva in alcuni punti con un lavoro di Abel. Galois modificò la memorie e la inviò a Fourier verso l'inizio del 1830 per poter competere al Gran Premio indetto dall'Accademia. Sfortunatamente Fourier morì e della memoria si persero le tracce. Il premio fu assegnato ad Abel e a Jacobi. Nonostante la scomparsa dello scritto, Galois pubblicò quell'anno tre lavori dove gettò le basi della sua teoria.
Nel gennaio 1831, Galois inviò al matematico Poisson un breve riassunto dei suoi lavori chiedendogli di presentare il suo lavoro all'Accademia. Nello stesso anno, mentre era in carcere (era un rivoluzionario convinto), Galois ricevette la risposta di Poisson: questi rifiutava il lavoro, affermando che l'esposizione non era chiara ed era impossibile analizzarne con chiarezza la rigorosità, e lo invitava a lavorare per rendere il lavoro più rigoroso e comprensibile.
Si è molto discusso sull'importanza di quel lavoro e sul perché un matematico intelligente come Poisson non sia stato in grado di riconoscere il valore della memoria. Alcuni argomentano che Poisson riceveva moltissimi lavori da esaminare e probabilmente la difficoltà del manoscritto e la sua contorta esposizione lo hanno dissuaso da uno studio attento; bisogna tuttavia notare che altri matematici (come per esempio Cauchy), pur non comprendendo a pieno il lavoro di Galois, riconobbero in esso grandi potenzialità.
La morte
Galois morì durante un duello, combattuto per salvare l'onore di una donna che il giovane amava. Vi sono altre versioni che accusano la polizia segreta del Re della responsabilità del duello affermando che la motivazione dell'onore fu solo una copertura per nascondere un omicidio politico.
Quale sia la vera versione non è noto. È certo invece che Évariste fosse sicuro di morire durante quel duello, al punto che passò tutta la notte precedente a cercare di sistemare i suoi lavori matematici e in questi vi sono delle annotazioni in cui afferma che gli manca il tempo per un'esposizione più completa e chiara.
Il 30 maggio 1832 di prima mattina veniva colpito da un proiettile all'addome e il giorno seguente moriva (probabilmente di peritonite) all'ospedale di Cochin. Le sue ultime parole, dette a suo fratello Alfred furono: «Non piangere! Ho bisogno di tutto il mio coraggio per morire a vent'anni».
I contributi matematici di Galois furono alla fine pubblicati nel 1843 da Joseph Liouville che, ricevuto il manoscritto, lo lesse attentamente e lo sistemò per rendere l'esposizione più semplice. Liouville dichiarò che effettivamente Galois aveva risolto il problema proposto e in seguito risolto da Abel. Il manoscritto fu pubblicato nel numero di ottobre-dicembre sul "Giornale di Matematica pura e applicata".
Quale sia la vera versione non è noto. È certo invece che Évariste fosse sicuro di morire durante quel duello, al punto che passò tutta la notte precedente a cercare di sistemare i suoi lavori matematici e in questi vi sono delle annotazioni in cui afferma che gli manca il tempo per un'esposizione più completa e chiara.
Il 30 maggio 1832 di prima mattina veniva colpito da un proiettile all'addome e il giorno seguente moriva (probabilmente di peritonite) all'ospedale di Cochin. Le sue ultime parole, dette a suo fratello Alfred furono: «Non piangere! Ho bisogno di tutto il mio coraggio per morire a vent'anni».
I contributi matematici di Galois furono alla fine pubblicati nel 1843 da Joseph Liouville che, ricevuto il manoscritto, lo lesse attentamente e lo sistemò per rendere l'esposizione più semplice. Liouville dichiarò che effettivamente Galois aveva risolto il problema proposto e in seguito risolto da Abel. Il manoscritto fu pubblicato nel numero di ottobre-dicembre sul "Giornale di Matematica pura e applicata".
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